il nostro indirizzo di posta elettronica --> unacrepaincomune@gmail.com <-- scriveteci
Visualizzazione post con etichetta pavoni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pavoni. Mostra tutti i post

21 luglio 2017

Sigillata la scuola Pavoni di via Crespi, chiusa per amianto

Dopo lo sgombero di lunedì 1o luglio della scuola media di via Crespi, abbandonata dopo la chiusura per amianto nell'estate del 2015, l'amministrazione cittadina corre ai ripari e avvia i lavori per sigillare l'edificio.
L'edificio era diventato rifugio di una settantina di disperati che probabilmente ignoravano di occupare un edificio inquinato e pericoloso per la salute [clicca qui]. Due giorni dopo lo sgombero, associazioni e comitati locali hanno consegnato all'Amministrazione 1005 firme raccolte nel giro di pochi giorni per chiedere l'avvio dell'iter di riqualificazione della struttura e la riconsegna al quartiere, procedendo anche per lotti, a cominciare ad esempio dalla palestra.
Un'iniziativa dal basso resasi necessaria poiché la maggioranza che governa il Municipio 9 non ha inserito la ristrutturazione della scuola tra le priorità dell'anno in corso, con la conseguenza che la riqualificazione dell'edificio non è stata prevista a bilancio dal Comune.  Nel mese di giugno scorso, il Comune ha annunciato l'approvazione del progetto della prima scuola in legno di Milano [clicca qui] che verrà costruita negli spazi della scuola media Cardarelli di via Strozzi, anch'essa chiusa per amianto nell'estate del 2013 [clicca qui], più volte occupata, infine abbattuta. Un'esperienza che potrebbe essere riproposta per la Pavoni?

Di seguito il comunicato dell'Ufficio Stampa del Comune di Milano a seguito dell'avvio dei lavori di messa in sicurezza dell'edificio:


Milano, 21 luglio 2017 – Avvio al completamento della messa in sicurezza della scuola di via Crespi 40, in modo da evitare in futuro episodi di intrusioni abusive e danneggiamenti così come si sono verificati in passato.

I ponteggi sono già montati, ed entro la fine di luglio verranno sigillate tutte le finestre dei piani terra e primo con lamiere saldate su un telaio in acciaio. I lavori, per i quali è stata stanziata la somma di 160mila euro, verranno eseguiti in regime di “somma urgenza”, strumento amministrativo che, nei casi in cui si verifichino seri rischi per la salute e l'incolumità pubblica, permette l’esecuzione immediata. In questo caso specifico, la decisione è stata presa a seguito dell’ultimo sgombero di occupanti abusivi, avvenuto il 10 luglio, e alla successiva delibera di Giunta appena approvata.

Nei mesi scorsi l’Amministrazione era già intervenuta più volte sull’edificio al momento non utilizzato del Municipio 9, sbarrando gli accessi al piano terra e interrompendo la fornitura dell’energia elettrica e dell’acqua come provvedimenti deterrenti rispetto alle occupazioni, che però si sono comunque ripetute. L’ultimo intervento che resta da attuare per impedire definitivamente ogni possibilità di intrusione è, appunto, quello che sigilla anche le finestre.

Per la scuola, chiusa nel dicembre 2015 [la scuola fu chiusa nell'estate del 2015, ndr] per la presenza di amianto, esiste già un progetto di bonifica e ristrutturazione che sta seguendo il regolare iter amministrativo per poter essere realizzato.

29 giugno 2017

Raccolta di firme per la scuola Pavoni, chiusa per amianto

Della Scuola Media Pavoni, chiusa per amianto, ci siamo occupati fin dall'agosto del 2015, non appena il trasferimento della scuola fu comunicato dalla Dirigenza alle famiglie senza indicarne la motivazione. Il termine amianto, non a torto, fa molta paura e si utilizza con cautela [clicca qui].
Come noto, la scuola era stata dichiarata “libera da amianto” dopo le verifiche del 2012 e del 2014. In questi stessi anni era stato effettuato il consolidamento della facciata e il rifacimento del refettori. Successivamente si erano resi necessari ulteriori lavori di manutenzione (sistemazione delle pareti di cartongesso delle aule, delle finestre, dei bagni). Ma  nella primavera del 2015 i lavori furono interrotti poiché la ditta incaricata dei lavori aveva segnalato la presenza di materiale sospetto. 
I rilievi confermarono che si trattava di amianto di tipo floccato, ovvero spruzzato sul soffitto e sulle colonne della scuola, classificato in rischio Versar 1, il livello più elevato. 
La scuola fu chiusa, le 8 classi della scuola media Pavoni trasferite al secondo piano del plesso di via Crespi 1, sede della scuola elementare Lambruschini (la scuola Pavoni era anche sede del CPIA 5 - Centro Provinciale Istruzione Adulti - trasferito presso i locali del Comune di viale Zara 100) [clicca qui].
Presso la sede dell'allora Consiglio di Zona 9 (oggi Municipio) si svolse nel settembre 2015 un incontro con l’Assessora ai Lavori Pubblici Maria Carmela Rozza e con l’Assessore Educazione e Istruzione Francesco Cappelli ai quali sottoponemmo 14 domande [clicca qui].
Fu chiaro fin da subito, a nostro parere, che il destino dell'edificio era segnato. Troppo importante l'investimento, circa 8 milioni di euro la cifra per il risanamento conservativo del plesso scolastico di via Crespi 40.
Anche se concordiamo nella necessità di guardare avanti, sarebbe interessante comprendere come mai nel 2012 la Pavoni fu dichiarata libera da amianto. Oltre al tema della tutela della salute (tutto da verificare), è da rilevare un danno economico non indifferente: successivamente al controllo l'Amministrazione effettuò dei lavori di manutenzione straordinaria per una spesa di circa 1,3 milioni di euro, spesa rivelatasi, con il senno di poi, del tutto inutile.
All'allora Assessora Rozza sottoponemmo il tema delle responsabilità. Sussistevano i presupposti per avviare eventuali procedure a tutela degli interessi dell'amministrazione (le verifiche presso le scuole milanesi, compreso la Pavoni, furono effettuate dalla società Veram Srl)?
Poche settimane dopo la pubblicazione dei nostri post, fummo contattati da una famiglia che aveva appena perso un figlio appena trentenne. Ci raccontò di una morte terribile, determinata da mesotelioma pleurico maligno, neoplasia associata all'esposizione all'amianto. Il ragazzo aveva frequantato la scuola media Pavoni. Un caso? Una coincidenza? Probabile. Anche se non è semplice appurarlo, è certo che Paolo (nome di fantasia), abbia incrociato l’amianto in età scolare.  Sono la sua giovane età e le statistiche a indicarlo. Il ragazzo potrebbe aver inalato le fibre ovunque. Impossibile determinare quando e dove. Ma ci colpì questa coincidenza: la chiusura della scuola media frequentata da Paolo vent’anni prima e gli ultimi giorni di Paolo che si sovrappongono tragicamente [clicca qui].
Così come ci colpirono le preoccupazioni di un professore della scuola media Pavoni che nel suo blog, appresa la notizia della chiusura della scuola, espresse  i timori di chi in quella scuola aveva insegnato raccontando un recente episodio: “l’anno scorso un alunno ha spinto un suo compagno contro la parete e, puffete!, la parete s’è aperta come fecero le acque con Mosè. C’è da riflettere, no?” [clicca qui].

Negli ultimi mesi la scuola Pavoni è tornata a far parlare di sè. L'edificio, abbandonato a stesso, è diventato rifugio di sbandati, senza tetto, disperati. La struttura è stata vandalizzata, è stato anche segnalato un principio di incendio.

La maggioranza che governa il Municipio 9 non ha ritenuto di inserire la ristrutturazione della scuola Pavoni tra le principali priorità e il Comune di Milano, sulla base di questa scelta, non ha inserito a bilancio la riqualificazione dell'edificio. Ma questa è storia recente, sulla quale torneremo con maggiori dettagli.
E' a questo punto che alcuni consiglieri del Municipio 9 con l'Associazione Genitori Scuola Pavoni [clicca qui], la dirigente del comprensivo Maffucci, l'oratorio Pavoni, la Parrocchia S.Giovanni Ev., Ancora Store e altre realtà territoriali, hanno organizzato una raccolta di firme per chiedere al Comune di intraprendere l'iter di bonifica e riqualificazione dell'edificio scolastico.
Raccolta di firme che sosteniamo con convinzione. Al momento i punti di raccolta sono i seguenti:
- Ancora Store di via Pavoni ang. B. Crespi;
- bar parrocchiale via Pavoni 10;
- panificio Il Forno di Alloni in via Imbonati 73;
- cartoleria di via Imbriani 40;
- edicolandia di via prestinari 6;
- Uroburo di via Thaon di Revel 19.


Per chi volesse conoscere meglio la situazione e firmare più informato, segnaliamo un incontro venerdì 30 giugno dalle 18:00 alle 19:00 presso Ancora Store in via Pavoni 12 (ang. Via Crespi). 


4 giugno 2016

Le scuole nel PTO 2016-2018 del Comune di Milano

Il Consiglio Comunale di Milano ha approvato nella seduta del 3 maggio 2016 il Programma triennale delle Opere Pubbliche (PTO) 2016-2017-2018 e l’Elenco Annuale Opere Pubbliche del 2016 (delibera n. 20/2016). Il Piano, che raccoglie le indicazioni dell’Assessorato ai lavori pubblici sulla manutenzione e sulle nuove opere da realizzare, prevede un impegno di 894.608.522,11 euro per il 2016, di 734.938.867,71 euro per il 2017 e di 971.530.722,97 euro per il 2018.
Poniamo la nostra attenzione sulle proposte del Settore Tecnico Scuole e Strutture Sociali in tema di edilizia scolastica. L’impegno previsto nel triennio è di 528.441.315,40 euro, così ripartiti: 232.510.000,00 euro per il 2016, 130.779.100,00 euro per il 2017 e 165.152.215,40 euro per il 2018.

Tra le nuove costruzioni sono indicate le seguenti scuole: la primaria di viale Puglie (si tratta di risanamento dell’edificio prefabbricato leggero realizzato nel 1972), l’istituto di via Adriano, la elementare di via Carnovali, la media di via Pescarenico, la media di viale Sarca, la scuola S.Elembardo, la media di via Strozzi, la elementare di via Pisa, oltre ad alcuni nidi e materne.

Segnaliamo inoltre l’indicazione del risanamento conservativo del plesso scolastico di via Crespi 40 (8 milioni di euro), ovvero la scuola Pavoni chiusa per amianto nel luglio 2015. I tempi di esecuzione del progetto preliminare, che ha priorità 2 su 3, dovrebbe essere concluso entro il 2016. L'inserimento del progetto di risamento della scuola nel PTO 2016-2018 era stato annunciato dall'Assessora ai lavori pubblici nel settembre 2015 [clicca qui] e [clicca qui].

Apprendiamo inoltre, non dal PTO citato, ma dai cartelli esposti nei pressi dell'edificio, che l'inizio dei lavori di demolizione e ricostruzione della scuola media Cassinis è previsto dal 26 maggio 2016, il termine lavori novembre 2017 [clicca qui]. 

Per i dettagli consultare il documento [clicca qui]:

- Programma triennale delle Opere Pubbliche 2016-2017-2018 da pag. 36 a pag 53 del pdf
- Elenco Annuale Opere Pubbliche 2016 da pag. 84 a pag 91 del pdf



Focus Municipio 9 – Milano

Oltre al risanamento della Pavoni, segnaliamo interventi puntuali sulle seguenti scuole:

- media di via Scialoia 9 (risanamento ambientale interno ed esterno, sistemazione copertura, superamento barriere architettoniche);

- media viale Sarca 9 (demolizione e ricostruzione;
- scuola dell’infanzia di via Pellegrino Rossi 17 (demolizione e ricostruzione).
Per i dettagli della manutenzione verificare il documento

14 novembre 2015

Morire di amianto a trent’anni a Milano

E’ il febbraio del 2015. Paolo (nome di fantasia) accusa dei dolori al petto. Si reca immediatamente in ospedale, la diagnosi è uno shock, per lui, per la famiglia: mesotelioma pleurico maligno. Un tumore rarissimo e aggressivo, dall’esito fatale che colpisce in percentuale altissima chi è stato esposto all’amianto (o asbesto).
Dalla cronaca degli ultimi anni abbiamo appreso che le morti per amianto sono in genere riconducibili a particolari attività (ad esempio la cantieristica navale o l’industria del cemento amianto) o a determinate località (Monfalcone, Casale Monferrato, …).
Ma non sembra essere il nostro caso. Paolo ha vissuto quasi tutta la vita a Milano, qualche parentesi nella regione di origine della famiglia. Dopo il diploma e la leva nell’esercito, ha trovato impiego in diversi settori, sia a Milano che nella regione di origine. Può essere considerato un soggetto a rischio per le attività svolte? Ha lavorato anche come muratore e l’edilizia è il settore più esposto all’amianto, con il maggior numero di soggetti colpiti dalla malattia, peraltro in aumento.
Ma Paolo muratore lo è stato recentemente, negli ultimi anni. Ed inoltre, particolare da non trascurare, è molto giovane, appena trentenne. La patologia, già rara di per sé, è statisticamente rarissima fino ai 45 anni ed ha una latenza molto lunga: l’intervallo tra la prima esposizione all’amianto e la diagnosi è mediamente di oltre 40 anni e sono infrequenti i casi per i quali risulta inferiore a 10. Va inoltre detto, per completezza, che essere stati esposti a tale sostanza non significa necessariamente sviluppare la patologia, solo una bassa percentuale si ammala. Come per i fumatori se vogliamo fare un esempio. E che il mesotelioma potrebbe svilupparsi anche in assenza di esposizione all’amianto (caso raro di una malattia rara).
Il tumore non dà purtroppo scampo a Paolo. Fa appena in tempo ad assistere, ricoverato in ospedale, al battesimo del secondogenito che la malattia lo vince. Sono trascorsi sei mesi dalla diagnosi.
Non sarà semplice appurare quando e come Paolo è entrato in contatto con l’asbesto. Le fibre di questo materiale sono molto insidiose, di dimensioni infinitesimali, oltre mille volte più sottili di un capello. Sarà l’inchiesta di malattia professionale che sta conducendo l’ASL a verificare se c’è un nesso tra le attività svolte da Paolo e la malattia.
Dal Registro Nazionale dei Mesoteliomi apprendiamo che, oltre ai soggetti colpiti per motivi professionali dalle malattie correlate all’amianto (circa il 60 % dei casi), sono rilevati numerosi casi per i quali l’esposizione all’amianto è avvenuta non per uso diretto, ma per la presenza dell’asbesto nei luoghi di lavoro [clicca qui].Tanto da ritenere di “particolare interesse … i casi di soggetti ammalati per un’esposizione avvenuta inconsapevolmente per la presenza non nota di amianto o prodotti in amianto in luoghi di lavoro spesso aperti al pubblico”.
Ma un ragazzino come Paolo che abita a Milano, non a Casale Monferrato, in quali occasioni potrebbe essere entrato in contatto con le fibre di amianto? A casa? A scuola? Sono questi gli ambienti in cui si trascorre la gran parte della giornata.
Anche se non è semplice appurarlo, è probabile che Paolo abbia incrociato l’amianto in età scolare. Sono la sua giovane età e le statistiche a raccontarcelo. Sono gli stessi medici che gli sono stati accanto ad averlo indicato.
Sappiamo quali sono le scuole che ha frequentato Paolo: l’asilo nido di via Guerzoni, la materna di via Scialoja, l’elementare di piazzale Maciachini, la scuola media di via Crespi, l’ISS Galvani.
La domanda è inevitabile e non è possibile ignorarla: le cause della malattia potrebbero essere ricercate nell’amianto presente, se presente, negli edifici scolastici frequentati da Paolo?
Lo ripetiamo, probabilmente non sarà possibile definirlo con certezza, individuare quando, dove e come. Paolo potrebbe aver incrociato le fibre ovunque.
Sappiamo con certezza che la scuola media di via Crespi, la Pavoni, è stata chiusa per amianto lo scorso luglio [clicca qui]. L’edificio era stato oggetto di una bonifica (evidentemente non risolutiva) a metà degli anni ottanta del secolo scorso. Nel 2012, a seguito di indagine della società Veram Srl che ha effettuato per conto dell’amministrazione comunale la mappatura e la bonifica degli edifici pubblici sul territorio cittadino, la scuola era stata dichiarata priva di amianto. Ma la primavera scorsa una ditta incaricata di effettuare dei lavori di ristrutturazione ha segnalato la presenza di materiale sospetto, amianto appunto. Si tratta di <<una residuale presenza di amianto “a macchia di leopardo” nel soffitto e nei pilastri, che risultano comunque per la maggior parte confinati mediante controsoffitti e contropareti >> (da nota del Settore Politiche Ambientali ed Energetiche del Comune di Milano).
L’edificio, sede anche di un Centro Provinciale per l'Istruzione degli Adulti, è stato immediatamente chiuso. Gli studenti delle medie hanno avviato il nuovo anno scolastico nel plesso della scuola elementare di via Crespi 1, adattato in fretta e furia alle nuove esigenze, quelli del CPIA trasferiti in altra sede (viale Zara 100).
Ci colpisce questa coincidenza: la chiusura, definitiva supponiamo, della scuola media frequentata da Paolo vent’anni prima e gli ultimi giorni di Paolo si sovrappongono tragicamente.
Così come ci tornano in mente le preoccupazioni di un professore della scuola media Pavoni che nel suo blog, appresa la notizia della chiusura della scuola, ha ben rappresentato i timori di chi in quella scuola insegna raccontando un recente episodio: “l’anno scorso un alunno ha spinto un suo compagno contro la parete e, puffete!, la parete s’è aperta come fecero le acque con Mosè. C’è da riflettere, no?” Si, c’è da riflettere.

- Registro Nazionale dei Mesoteliomi - Quinto rapporto - edizione 2015 [clicca qui]
- Registro Nazionale dei Mesoteliomi - Quarto rapporto - edizione 2012 [clicca qui]
- Registro Mesoteliomi Regione Lombardia - Tredicesimo rapporto - Attività 2013 [clicca qui]

26 settembre 2015

La scuola Pavoni chiusa per amianto, la parola agli Assessori Rozza e Cappelli

Si è riunita giovedì 24 settembre 2015 la Commissione Educazione del Consiglio di Zona 9 alla presenza dell’Assessora ai Lavori Pubblici Maria Carmela Rozza, accompagnata dall'ingegnere Armando Lotumolo del Settore Tecnico Scuole e Strutture Sociali, e dell’Assessore Educazione e Istruzione Francesco Cappelli, accompagnato dall'architetto Cristiano Scevola del Settore Servizi Scolastici ed Educativi.
Alla seduta della Commissione, presieduta da Antonella Loconsolo, hanno partecipato numerosi genitori e insegnanti della scuola, la Dirigente dell'Istituto Comprensivo "Confalonieri", il Presidente del Consiglio di Istituto e la Presidente dell'Associazione Genitori della Pavoni.

Giovedì 3 settembre eravamo intervenuti in Consiglio di Zona 9 (“interventi dei cittadini”) per sottoporre all’attenzione dell’assemblea i nostri dubbi e le nostre perplessità su questa vicenda [clicca qui]. Nel frattempo, un ufficio tecnico del Comune di Milano ha fornito alcune risposte [clicca qui]. 
Agli Assessori e ai tecnici presenti il 24 settembre abbiamo avuto modo di esporre  direttamente i nostri quesiti.

Questione amianto 
L’Assessora Rozza ha dichiarato che le analisi effettuate dall'ASL nei locali della scuola  per verificare la presenza di fibre di amianto nell’aria (fibre aerodisperse) hanno dato esito negativo (l’ultimo esame è stato effettuato giovedì 17 settembre, l'esito sarà comunicato ai primi di ottobre).
Sul tema delle responsabilità (la scuola era stata dichiarata libera da amianto nel 2012), l’Assessora ha dichiarato che, effettuate tutte le verifiche necessarie, si verificherà la necessità di avviare eventuali procedure con l’Avvocatura del Comune.
L’Amministrazione sta inoltre effettuando ulteriori verifiche nelle scuole che negli anni ottanta del secolo scorso erano state oggetto di bonifica da amianto (la Pavoni era tra queste). Alla nostra richiesta di avere un elenco delle scuole, l’Assessora ha precisato  che non esistono informazioni al riguardo negli archivi degli uffici tecnici e che l’elenco si sta ricostruendo sulla base della memoria storica dei tecnici.
In ogni caso, i controlli che si stanno effettuando a tappeto per verificare la tenuta dei controsoffitti delle scuole milanesi (cd tema antisfondellamento) dovrebbero garantire ulteriori controlli sull'eventuale presenza di amianto.
L'Assessora ha infine riaffermato che l'obiettivo dell’Amministrazione è di consegnare alla città entro il 2016 un patrimonio edilizio scolastico libero da amianto. 

Il trasferimento della scuola Pavoni 
Come abbiamo già scritto nei post precedenti, le 8 classi della scuola media Pavoni sono state trasferite al secondo piano del plesso di via Crespi 1, sede della scuola elementare Lambruschini. Se per gli spazi adibiti a classi non sembrano esserci stati particolari problemi (le classi sono risultate infatti immediatamente idonee ed agibili), permangono problemi per gli spazi al di fuori delle aule e per i servizi.
Per lunedì 28 settembre è stato convocato dall’Assessorato ai Lavori Pubblici un incontro presso la sede dell’Istituto Comprensivo per redigere il cronoprogramma degli interventi.
Sono state coinvolte due imprese avvalendosi di appalti già esistenti (in sostanza, sono stati rimandati lavori presso altri edifici scolastici, evidentemente ritenuti meno urgenti, e le ditte coinvolte dirottate verso l'elementare di via Crespi 1). I lavori verranno avviati dal 28 settembre sia presso il secondo piano della scuola elementare di via Crespi 1 (recupero degli spazi del micronido e sistemazione dei bagni) che al piano rialzato (sistemazione del campo sportivo e degli spazi dell’ex custode).
E' comunque previsto il rifacimento di tutti i bagni della scuola elementare.
Per quanto riguarda la palestra, l’Assessore Cappelli (i genitori e la Dirigenza chiedono di poter accedere a palestre della zona, ad esempio quella di via Murat) ha dichiarato che un’eventuale decisione verrà presa dopo la sistemazione del campo sportivo.
Tra i lavori ancora da ultimare, il trasferimento dalla Pavoni alla Lambruschini dell’aula multimediale e delle linee telefoniche.
Ricordiamo che la scuola Pavoni era anche sede del CPIA 5 (Centro Provinciale Istruzione Adulti), ora trasferito presso i locali del Comune di viale Zara 100. L’obiettivo è comunque di ricollocare la struttura nei pressi della sede originaria. 

Il destino della scuola Pavoni 
L’Amministrazione ha riaffermato la volontà di mantenere in zona una scuola media (il timore dei genitori è che la Pavoni venga definitivamente chiusa e l’utenza dirottata verso altri plessi). Inoltre durante l’incontro l'architetto Scevola ha affermato la necessità di ripensare i flussi dell’utenza verso le scuole della zona (negli ultimi anni si era assistito a importanti trasferimenti dell'utenza verso un’altra scuola media della zona). 
L’Assessora Rozza ha dichiarato che il 9 ottobre p.v. la Giunta del Comune di Milano approverà il piano delle opere pubbliche per il triennio 2016-2018. La bonifica e la ricostruzione della scuola saranno inserite nel piano triennale e finanziate con il bilancio 2016. In ogni caso, sarà la prossima Amministrazione (l’attuale è in scadenza nel 2016) che bandirà la gara per l’assegnazione dell’appalto. 

Le nostre considerazioni 
Abbiamo apprezzato la velocità con cui l'Amministrazione ha gestito il trasferimento delle 8 classi della Pavoni (apprezzamento peraltro pubblicamente espresso dai genitori presenti alla seduta della Commissione) e del CPIA, nonché l'affidamento degli incarichi per la ristrutturazione della scuola elementare Lambruschini. 
Ma non basta. Siamo solo agli inizi di una vicenda che, nella migliore delle ipotesi, si trascinerà per almeno 4/5 anni.
Per quanto ci riguarda continueremo a seguire con molta attenzione sia le vicende future (la riqualificazione della Pavoni) che quanto accaduto nel passato. Che il campionamento dell'aria nei locali della scuola per poter determinare la quantità di fibre aerodisperse abbia dato esito negativo non ci tranquillizza del tutto. Ci sono state dispersioni nel passato? L'utenza della Pavoni (e di tutte le scuole che si sono trovate e si trovano nelle stesse condizioni della Pavoni) può essere considerata al sicuro? Quali azioni intende intraprendere l'ASL? Sarà avviato un programma di sorveglianza sanitaria?
Riteniamo inoltre necessario comprendere come mai nel 2012 la Pavoni fu dichiarata libera da amianto. Oltre al tema della tutela della salute (tutto da verificare), è da rilevare un danno economico non indifferente: successivamente al controllo l'Amministrazione ha effettuato dei lavori di manutenzione straordinaria (l'ancoraggio degli elementi della facciata e il rifacimento di alcuni locali interni) per una spesa di circa 1,3 milioni di euro, spesa rivelatasi, con il senno di poi, del tutto inutile. Chi pagherà?

Rassegna stampa
- per la ricostruzione della vicenda relative alla scuola Pavoni chiusa per amianto rimandiamo ai nostri post: [clicca qui];
- da Linkiesta del 25 settembre 2015 "Amianto, chiusa una scuola a Milano: era già stata controllata due volte" [clicca qui]


23 settembre 2015

C’eravamo tanto amianto (di Sergio Salamone)

Scorrazzando per il web, abbiamo trovato un post su un tema che stiamo seguento da circa due mesi con particolare attenzione, la scuola media Pavoni di Milano chiusa per amianto a luglio 2015 dopo che nel 2012 era stata dichiarata libera da amianto. L'autore è un docente della stessa scuola. Ve lo proponiamo.


Cari eucarioti,
e sì che insegnare, a volte, fa ammalare: ne ho visti di colleghi demotivati, spenti o soltanto, semplicemente, incazzati; ne ho notati di docenti che, con elmetti e fucili immaginari, entrano in aula con occhi spiritati e vane speranze; ne ho certificati di pasti non eccelsi alla mensa scolastica e il mio stomaco ha avuto modo di avvedersene ampiamente.
Ma, diciamolo, sono rischi di cui si fa conto ad inizio carriera.
Però due giorni fa, in serata, ho appreso che nella mia scuola è stata riscontrata la presenza di amianto.
Vi garantisco che l’edificio, nello specifico, non brilla già in quanto ad accoglienza e colore.
Tanto per informarvi: l’anno scorso un alunno ha spinto un suo compagno contro la parete e, puffete!, la parete s’è aperta come fecero le acque con Mosè.
C’è da riflettere, no?
A volte, facendo lezione (il buco è ancora lì a testimoniare l’eterna vivacità fanciullesca), la mia voce si sovrapponeva a quella di un altro collega e, nel migliore dei casi, si assisteva ad una lezione in compresenza involontaria: storia e scienze o geografia e musica ben shakerate e pronte al consumo.
Nel peggiore dei casi, invece, si aveva una sgradevolissima cacofonia pedagogica e vocale che portava i ragazzi a una forma di ipnosi cognitiva.
Quando si va in bagno, da noi, molteplici e avveniristiche sono le tele dei ragni locali, che sono l’unica forma realmente nuova di edilizia scolastica.
Il tetto, talvolta, lascia cadere dolcemente un pannello come a voler carezzare la testa di allievi ed insegnanti; per accudimento e coccola.
Però è tutto affetto in più e fa bene all’anima.
Ma, quando ho deciso di fare questa professione, non avrei mai pensato che l’amianto rientrasse nei miei ridottissimi privilegi.
Altri materiali sì, ci mancherebbe: il gesso, la carta, il legno (elementi che puntualmente, invece, spuntano soltanto grazie alla tasca caritatevole di alcuni genitori), ma l’amianto proprio no.
Non credevo rientrasse nel pacchetto come l’inutile inserto del quotidiano di turno.
Eppure mi ero accorto di tecnici che, a maggio, cioè a fine anno scolastico, confabulavano, allarmati, tra loro.
Mi ero avvicinato e avevo chiesto il perché della loro palese preoccupazione e mi avevano detto che probabilmente v’era presenza del simpatico elemento: celebre al mondo per aver portato parecchia gente all’altro mondo.
Certo, è vero, moriamo tutti di qualcosa: chi per il cuore che non pompa più, chi per un’ostruzione che il sangue non riesce ad oltrepassare, chi perché il cervello inizia a trasformarsi in corteccia inerte ed inutile, chi per amore, chi per una pallottola.
Lo so: si muore tutti di qualcosa.
Ma che una scuola piena di adolescenti possa dare una mano così evidente alla triste mietitrice non riesco a digerirlo; come non riesco a digerire che in una precedente ispezione del 2011 di amianto, nel nostro istituto, non s’era trovata traccia: chissà che indagini meticolose erano state effettuate!
Sono arrabbiato, molto arrabbiato, e qualcuno dovrà rispondere di quanto avvenuto.
Se devo morire, voglio farlo nel sonno, e non intubato in una qualche tristissima sala d’ospedale. E se dovessi finire così voglio che il ministero dell’Istruzione mi mandi almeno infermiere di prima scelta con décolleté vertiginosi.
Almeno che sia una dolce dipartita; del resto lo merito.
C’eravamo tanto amati, io e la scuola: nemmeno tanto tempo fa.
Ma l’amore è eterno finché dura.
O eternit?

Sergio Salamone, 10 Agosto 2015
(da: http://meridionews.it/blog/madadayo/2015/08/10/ceravamo-tanto-amianto/)

21 settembre 2015

Le prime risposte alle nostre domande sulla scuola Pavoni, chiusa per amianto

Cominciamo a ricevere le risposte ad alcune delle domande che abbiamo posto all’amministrazione in merito al caso della scuola media Pavoni, chiusa l’estate scorsa poiché riscontrata la presenza di amianto nell’edificio scolastico [clicca qui]. La scuola, lo ricordiamo, era già sottoposta a verifica nel 2012 con esito negativo (assenza di amianto).

Riportiamo di seguito stralcio della mail pervenutaci il 18 settembre 2015 dal Settore Politiche Ambientali ed Energetiche - Servizio Coordinamento Controlli Amianto:



“[…] Tutte le informazioni relative ai prelievi effettuati, alle metodiche utilizzate e agli altri dati, anche analitici, relativi al censimento amianto sono contenute nella documentazione messa a disposizione dei Dirigenti Scolastici dei due istituti (scuola "Pavoni" e CPIA) che occupavano l'edificio in oggetto, ai quali la invitiamo a rivolgersi per la visione dei documenti.
Questo Servizio è preposto anche al controllo delle attività di censimento svolte dal Responsabile Amianto, che devono essere eseguite secondo quanto previsto dal D.M. 6/9/94.
Sono in corso le necessarie verifiche volte ad accertare eventuali inadempienze.
A ciò aggiungo che sia il primo censimento che le recenti evoluzioni sono state condivise con ASL Milano, in qualità di Organo di Controllo, con cui sono stati eseguiti due ulteriori sopralluoghi di approfondimento.
Ai fini della sicurezza degli occupanti, le riporto quanto rilevato dal Responsabile Amianto del Comune:
- i controlli effettuati sull'aria hanno dato esito negativo (assenza di fibre di amianto);
- il materiale amiantifero è presente in quantità residuali e risulta quasi totalmente confinato;
- la percentuale di amianto nel materiale è relativamente bassa (dal 10 al 30%).
In via prudenziale sono stati programmati ulteriori monitoraggi dell'aria, a seguito dei quali verrà organizzato dal Responsabile Amianto del Comune, presumibilmente ad inizio ottobre, un incontro informativo con gli utenti.
Ad oggi non si rilevano situazioni analoghe a quelle dell'edificio in oggetto.
Inoltre, in nessun caso i monitoraggi dell'aria, effettuati con cadenza almeno annuale e secondo quanto previsto della legge, hanno dato evidenza di fibre aerodisperse all'interno all'interno delle strutture scolastiche di proprietà comunale.
Il personale, docente e non, dei due istituti che occupavano l'edificio non è alle dipendenze del Comune, pertanto, per le informazioni relative alla valutazione dei rischi e alla sorveglianza sanitaria (per legge di competenza del Datore di Lavoro e delle altre figure della sicurezza - RSPP, medico competente, ecc.) la invitiamo a rivolgersi ai due Dirigenti Scolastici.
I dati relativi alle malattie asbesto-correlate sono elaborati dall'Inali tramite il Registro Nazionale Mesoteliomi.
[…]“



Da questa mail apprendiamo pertanto che:

- l’amministrazione ha avviato le verifiche per accertare eventuali responsabilità in merito alle verifiche effettuate nel 2012;

- non sono state riscontrate fibre disperse nell’ambiente scolastico e che la percentuale di amianto è “relativamente” bassa;

- i controlli alla Pavoni continuano e, ci risulta, entro fine settembre 2015 dovremmo conoscerne l’esito;

- “ad oggi” non sono stati individuati casi simili a quello della scuola Pavoni.



A completamento delle informazioni che abbiamo già fornito nei post precedenti segnaliamo che la Scuola era stata oggetto di verifiche, oltre che nel 2012, anche a fine 2014. Furono controllati i sotterranei (precedentemente non accessibili) e fu rilevata la presenza di amianto a ridosso di alcuni tubi dell’impianto di trattamento dell’aria. Evidentemente, in quell’occasione, considerata la localizzazione del materiale, non fu ritenuto necessario intervenire con provvedimenti restrittivi.



Il Responsabile Amianto del Comune, a cui si fa cenno nella mail riportata, è stato nominato (dopo gara pubblica) nel novembre 2011, ed è responsabile per il Comune di Milano delle attività di coordinamento e manutenzione dei materiali contenenti amianto (D.M. 6/9/94) presso circa 1.200 immobili di proprietà comunale. Lo stesso è da ottobre 2013 amministratore delegato della società Veram Srl - Igiene del lavoro, ambiente e sicurezza. La Veram Srl è la società che ha effettuato le verifiche presso le scuole milanesi, compreso la Pavoni.


Concludiamo segnalando che giovedì 24 settembre 2015 dalle ore 18:00 è convocata la Commissione Educazione del Consiglio di Zona 9 (via Guerzoni 38, Milano) con all’ordine del giorno la situazione della Scuola Pavoni. Saranno presenti l’Assessore ai Lavori Pubblici, Carmela Rozza, e all’Educazione e Istruzione, Francesco Cappelli.  Un’occasione per avere risposta su questa vicenda.

10 settembre 2015

La scuola Pavoni chiusa per amianto: aggiornamenti

Lunedì 14 settembre 2015, primo giorno di scuola, studenti ed insegnanti della scuola media Pavoni di Milano si recheranno presso la sede della Scuola elementare Lambruschini. La loro scuola, come abbiamo già raccontato [clicca qui e clicca qui], è stata chiusa per amianto lo scorso mese di luglio. 
Alcuni aggiornamenti sulla vicenda.

Come noto, la scuola, già controllata nel 2012 e nel 2014, era stata dichiarata “amianto free”. In questi stessi anni era stato effettuato il consolidamento della facciata e il rifacimento del refettori. Successivamente si erano resi necessari ulteriori lavori di manutenzione (sistemazione delle pareti di cartongesso delle aule, delle finestre, dei bagni). I lavori, avviati nella primavera del 2015, sono stati interrotti poiché la ditta incaricata dei lavori aveva segnalato la presenza di materiale sospetto.

I rilievi hanno purtroppo confermato che si trattava di amianto di tipo floccato, ovvero spruzzato sul soffitto e sulle colonne della scuola, classificato in rischio Versar 1.

Il termine Versar indica un sistema di valutazione del rischio da amianto per la definizione delle priorità di intervento. Gli indicatori considerati fanno capo a due distinte tipologie di parametri: fattori di danno e fattori di esposizione. Il livello Versar 1 è il più elevato e comporta la rimozione immediata dell’amianto.

Per tale motivo, in considerazione della natura del materiale riscontrato e della diffusione dello stesso, la scuola è stata immediatamente chiusa e l’utenza trasferita in altra sede.

Giovedì 3 settembre siamo intervenuti in Consiglio di Zona 9 (“interventi dei cittadini”) per sottoporre all’attenzione dell’assemblea i nostri dubbi e le nostre perplessità su questa vicenda. Alla Presidenza del Consiglio abbiamo consegnato 14 domande [clicca qui] che, ci è stato comunicato, sono state indirizzate agli Assessorati interessati (Lavori pubblici e Arredo Urbano, Educazione ed Istruzione). E’ intervenuto anche il Presidente del Consiglio di Istituto dell’IC Confalonieri (a cui fa capo il plesso Pavoni) che ha distribuito ai consiglieri un volantino redatto dai genitori [clicca qui].

Lunedì 7 settembre si è riunita la Commissione Educazione del CdZ9 con all’ordine del giorno il seguente punto: ”Esame della situazione della Scuola Media L. Pavoni di Via Crespi n. 40”. All’incontro erano presenti la Dirigente della Scuola, prof.ssa Monica Aloise, il Presidente del Consiglio di Istituto, numerosi insegnanti e genitori dell’istituto Comprensivo. La Commissione si è impegnata a far approvare dal Consiglio di Zona una delibera affinché l'amministrazione inserisca nel piano triennale 2016-2018 la bonifica e la ricostruzione della scuola Pavoni.
A seguito del trasferimento delle 8 classi dal plesso di via Pavoni a quello di via Crespi 1, sede della scuola elementare Lambruschini, devono essere effettuati una serie di interventi presso la sede ricevente. Se non sembrano esserci particolari problemi per le aule (individuate al secondo piano della elementare), sono però state evidenziate alcune esigenze di non secondaria importanza:

- sistemazione dei bagni al secondo piano dell’edificio (intervento prioritario)

- recupero degli spazi destinati al micronido (struttura chiusa)

- apertura dell’ingresso della scuola di p.le Maciachini (per mantenere separati l’ingresso della scuola elementare e della scuola media) e messa in sicurezza dello stesso ingresso, chiuso negli anni scorsi per motivi di ordine pubblico

- agibilità del cortile esterno (verrà predisposto un campo di pallacanestro/pallavolo)  

- individuare una soluzione per la palestra (quella attuale è già insufficiente per gli studenti delle elementari)

- predisposizione di spazi adeguati per i laboratori e sala insegnanti

- sistemazione della LIM e predisposizione del wi-fi.


Riportiamo, dai rispettivi profili facebook, gli interventi di Antonella Loconsolo [clicca qui], presidente della Commissione Educazione, nonché Vice Presidente del CdZ9, e di Andrea Motta, consigliere e presidente della Commissione Ambiente [clicca qui].



Sulla vicenda della scuola media Pavoni abbiamo inoltre richiesto informazioni e dettagli all’ASL e agli uffici tecnici dell’Amministrazione. Al momento nessun riscontro.
Una delle nostre maggiori preoccupazioni è verificare se vi sono altre scuole cittadine nella medesima situazione della Pavoni (ovvero già dichiarate prive di amianto). L’altra, naturalmente, è la salute degli utenti di queste scuole.

Rassegna stampa:
- il giorno del 12/9/2015 [clicca qui]
- il giorno del 7/8/2015 [clicca qui]
- chiamamilano del 12/8/2015 [clicca qui]

24 agosto 2015

Arrivederci, Scuola Media Pavoni! (di Paolo Faccini)

Arrivederci, Scuola Media Pavoni!
Si può amare una scuola? Si, si può amarla perché parte della tua storia, parte del quartiere dove hai vissuto per oltre 40 anni.
Si può amarla perché ci hai studiato, e ci hanno studiato i tuoi figli.
Si può amarla ancor di più perché l’hai vista trascurata, dimenticata.
Si può amarla infine quando ti accorgi che molti ne parlano male, che alcuni se ne vanno, perché….
Costruita negli anni ’70, è sempre stata un’ottima Scuola. Nella bacheca che trovi nell’atrio c’è una cornice che ricorda un Dirigente, Paolo Bernazzoli. Dirigente illuminato, la seguiva come qualcuno che “vuole bene” e ha cura. Alcuni docenti di oggi lo ricordano ancora.
Nel 2000 il Dimensionamento regionale, che ha portato all’accorpamento tra le scuole "Zelasco-Marelli", via Maffucci 60 - Milano e "Lodovico Pavoni", via Benigno Crespi 40 - Milano.
Da allora, la Scuola Media Pavoni entra nel dimenticatoio. Senza Dirigente nella scuola, in quanto “succursale”, piano piano viene “emarginata”. Non viene mai considerata nei piani triennali per i lavori di riqualificazione e riammodernamento del Comune di Milano. C’è sempre qualcuno prima, che ha più bisogno. Arriva il lento declino, e insieme al declino, le famiglie iniziano a considerare altre scuole, più belle, ristrutturate, con Dirigente presente e non Reggente.
Come dare loro torto…
Alcuni però testardamente continuano a credere in questa scuola, non mollano.
Da ultimo, lo scorso anno, un nuovo Dimensionamento, per entrare a far parte dell’Istituto Comprensivo Confalonieri.
Ora la Scuola viene chiusa in via precauzionale, perché in alcuni controlli effettuati, si è riscontrato, in zone limitate, la presenza di amianto.
Scuola che risultava bonificata negli anni ’90, ma si sa, quando nessuno si cura di te, le cose vengono anche fatte male. Si dovrà rispondere di questo.
Forse sarò esagerato, ma vorrei abbracciarla, vorrei poter fare una fiaccolata per dimostrare tutto l’affetto per una Scuola “buona”, con dei docenti che hanno sempre fatto il “meglio che potevano”, che non hanno mai mollato, quando tutto diceva “abbandonate la nave”!!
Docenti che in questa come in molte altre scuole, in particolare nella periferia di Milano, continuano a credere che ci debba essere dignità per tutte le Scuole, e non differenze, preferenze, mancanze. Questi, per me, sono eroi dell’oggi. E se rimangono in scuole così provate, sono i migliori docenti che ci possano essere, perché l’insegnamento è un insieme di molti aspetti, tra cui, soprattutto il rapporto diretto, l’affetto, la cura per ogni ragazzo portano al successo scolastico.
Docenti e famiglie che dicono a gran forza all’amministrazione pubblica che lì dove si creano aree di fatica, di dimenticanza, di noncuranza… proprio lì bisogna intervenire con prontezza, ristabilendo la dignità, la bellezza, la cura di luoghi che ospitano i nostri figli. Invece avviene il contrario, e le scuole dimenticate rimangono tali.
Speriamo che l’amministrazione capisca questo fondamentale aspetto.
Ora il trasferimento. In questa storia, bisogna dire che tra la Scuola Media Pavoni e la Scuola Elementare Lambruschini c’è sempre stato “affetto” e legame. Per chi le conosce, lo si capisce dalle feste di fine anno. Gli stessi genitori che allestiscono i banchetti in una scuola, sono poi organizzatori della festa anche nell’altra. È sempre stato così. E come non ricordare lo Spettacolo del 22 Maggio scorso, dove le due Scuola hanno vissuto una serata davvero indimenticabile? Fa piacere sapere che sarà accolta dalla Scuola Lambruschini, al secondo piano. Gli spazi ci sono, spetta ora all’amministrazione renderli accoglienti, funzionali, in ordine, e fornire tutte le necessarie attrezzature e opportunità. Lo chiediamo, lo pretendiamo. La Scuola farà sicuramente la sua parte.
Non so quando ritornerai a vedere le tue aule piene di ragazzi, cara Scuola Pavoni. Il colpo inferto è di quelli mortali. Speriamo di no, speriamo non sia così. E lo chiediamo a gran voce: rivogliamo la nostra Scuola!


Paolo Faccini
Presidente del Consiglio di Istituto dell’Istituto Comprensivo "Confalonieri" - Milano
(dal profilo fb di P.F. - 9 agosto 2015)

6 agosto 2015

La scuola media Pavoni di via Crespi 40 chiude per amianto

Ritorna in primo piano la questione amianto negli edifici scolastici milanesi. Del tema ce ne siamo già occupati in diverse occasioni [clicca qui]. Eravamo convinti, a seguito della formulazione del piano di interventi da parte del Comune di Milano, che la situazione cittadina fosse ormai sotto controllo. Purtroppo non è così. 
Ad essere coinvolta, è storia di questi giorni, la sede della scuola secondaria di primo grado "Pavoni" di via Benigno Crespi 40, in Zona 9.

L'amministrazione ha rilevato la presenza di amianto presso l'edificio scolastico e, conseguentemente, è stato disposto il trasferimento delle classi.

La scuola media Pavoni è parte dell’Istituto Comprensivo "Confalonieri" che comprende due ordini di scuola, primaria e secondaria di I grado, e quattro plessi:

- la primaria “Confalonieri” di via Dal Verme 10
- la primaria “Lambruschini” di via B. Crespi 1
- la secondaria di I grado “Govone-Pavoni”: 
  • plesso di via G. Pepe 40 
  • plesso di via B. Crespi 40
Dal primo settembre 2015 le 8 classi della scuola media saranno "temporaneamente" allocate al secondo piano della Scuola Primaria “Lambruschini", con ingresso da piazzale Maciachini 12.
Il plesso di via Crespi 40 è anche sede del C.P.I.A. 5 (Centro Provinciale Istruzione Adulti): per questa struttura la scelta di una sede alternativa è in corso di definizione.
Le famiglie sono state informate dall’amministrazione scolastica tramite avviso pubblicato sul sito della scuola: “ ... Ulteriori informazioni – si legge nel comunicato - saranno fornite alle Famiglie in un incontro apposito, previsto per settembre, prima dell'inizio delle lezioni. Si assicurano le Famiglie che la situazione è strettamente monitorata dalla Scuola, dall'Ente Comunale e dal Consiglio di Zona.
Curiosamente, il comunicato della scuola [testo completo] non fa cenno alle motivazioni che hanno determinato il trasferimento della scuola. Evidentemente, e non a torto, il termine "amianto" fa paura. Ma le famiglie meritano trasparenza e chiarezza. 
L'edificio risale al 1970 e fu costruito, come molte altre scuole, milanesi e non, con la tecnica del prefabbricato. Recentemente erano stati disposti dei lavori di manutenzione straordinaria (il rifacimento della facciata del plesso scolastico), una spesa, col senno di poi, assolutamente inutile.
L’edificio scolastico non rientrava, per quanto a noi noto, nella lista predisposta dal Comune di Milano delle scuole soggette ad intervento per presenza di amianto.
Al momento non siamo in grado di segnalare il livello di contaminazione dell'edificio. Ci risulta che all'interno del plesso non siano state rilevate nell'aria fibre del materiale. Ma se valutiamo il costo stimato dall’amministrazione per la bonifica dell’impianto (poco meno di otto milioni di euro, la cifra comprende sia l'attività di bonifica vera e propria che quella di risanamento dell'edifico a seguito della bonifica) e che la stessa amministrazione, riscontrata la contaminazione, ha immediatamente disposto il trasferimento delle classi in altra sede, non possiamo che dedurne che l'inquinamento da amianto del plesso scolastico di via Crespi n. 40 è importante, diffuso e pertanto pericoloso.
Sono numerose le domande che vogliamo porre all'amministrazione cittadina:
1) il plesso della scuola media Pavoni di via Crespi 40 è stato ispezionato per vericare la presenza di amianto?
2) se si, quando? e come mai la presenza di amianto non è stata rilevata? quali le risultanze dell'indagine? è possibile visionare il report dell'indagine? da quale società è stata condotta l'analisi?
3) se no, per quale motivo il plesso è stato escluso dall'indagine? 
4) è possibile che altre scuole milanesi si trovino nella stesse condizioni della media di via Crespi?
5) quali pericoli corre la salute del personale docente e non docente che ha lavorato in questa scuola e degli studenti che hanno frequentano le aule di questo istituto? è ragionevole pensare che nel tempo vi siano state dispersioni di materiale?

Ci chiediamo inoltre, qualora confermati gli esorbitanti costi di bonifica, se sia opportuno intervenire in tal senso. Non è forse è meglio provvedere alla demolizione e ricostruzione dell’edificio? Ad occhio e croce, tenendo conto delle esperienze note (ad esempio il preventivo per la ricostruzione della scuola Cassinis) con circa 10/12 milioni di euro potremmo avere una scuola del tutto nuova.

Il documento "Amianto nelle scuole" dell'Inail [clicca qui]

Rassegna stampa:
- il giorno del 7/8/2015 [clicca qui]
- chiamamilano del 12/8/2015 [clicca qui]