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29 agosto 2015

Anagrafe Edilizia Scolastica: la presentazione ufficiale del Governo

Sono trascorsi quasi vent’anni dalla legge n. 23 del 1996 [clicca qui] che ha istituito lo strumento volto ad accertare la consistenza, la situazione e la funzionalità del patrimonio edilizio scolastico: la cosiddetta Anagrafe nazionale dell'edilizia scolastica.
Finalmente, lo scorso 7 agosto 2015 l'annuncio ufficiale del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini e dal Sottosegretario Davide Faraone che ha detto: "Oggi è stata una giornata storica per l'edilizia scolastica del nostro Paese. Dopo più di vent'anni finalmente è stata presentata l'Anagrafe. Un fatto per nulla scontato. Per avere i dati e renderli trasparenti abbiamo dovuto vincere diverse resistenze" [sic!].
La conferenza stampa è stata l’occasione per una disamina del patrimonio edilizio scolastico nazionale. Alcuni dati:
- dei 42.292 edifici censiti, 33.825 risultano attivi mentre nel rimanente 20% (8.450) non sono svolte attività (si tratta di edifici in ristrutturazione, edifici in costruzione, edifici dismessi, ecc...) o comunque non sono associati ad istituzioni scolastiche;
- il 70% è stato costruito appositamente per uso scolastico (dunque il 30% delle scuole sono alloggiate in edifici originariamente non destinati ad uso scolastico)
- il 50% degli edifici è stato costruito prima del 1971, anno di entrata in vigore dell’obbligo di certificazione del collaudo statico, per cui solo il 49% possiede tale certificato, mentre il 48% degli edifici non ha potuto fornire l’attestato di agibilità;
- nel 77% dei casi gli edifici scolastici sono di proprietà dei Comuni, il 9% appartengono alle Province, il 2% è riconducibile ad altri Enti pubblici e una percentuale uguale a società o persone private.

Nessuna novità per quanto ci riguarda, sono informazioni che conosciamo bene. Da anni pubblichiamo nel nostro blog i dati sulle condizioni degli edifici scolastici italiani forniti da Cittadinanzattiva e Legambiente.
Durante la conferenza stampa il sottosegretario Faraone ha dichiarato che “[…] Adesso con un click tutte le famiglie potranno vedere le condizioni della scuola dove mandano il figlio” [il comunicato del Miur].
Come? Per avere informazioni sulle condizioni delle nostre scuole occorre, per il momento, accedere alla sezione Scuole in Chiaro del sito del Miur dove sono stati caricati i dati relativi all’edilizia scolastica sulla pagina di ogni scuola accanto a quelli relativi a personale, alunni, servizi. Cliccando sul tasto “edilizia” si possono conoscere scuola per scuola tutti i dati forniti al Miur dagli Enti locali proprietari degli edifici scolastici, fra cui vincoli, catasto, collegamenti, età dell’edificio.
Facciamo un esempio. Se vogliamo verificare i dati degli edifici dell'ICS Don Orione di Milano (via Fabriano 4): 
- accedo al sito della scuola per ricercare il codice meccanografico (ma non è necessario, posso utilizzare altri criteri) 
- accedo al portale del Ministero "La Scuola in Chiaro" [clicca qui]
- dopo aver inserito il codice meccanografico il sistema mi propone i tre plessi dell'istituto
- scelgo quello che mi interessa e clicco sull'icona "edilizia"
- dopo una pagina con un avviso di servizio devo cliccare sul link dell'edificio, quindi su "dati di dettaglio"
- a questo punto ho a disposizione ben 18 ambiti (dati anagrafici, macro ambiti funzionali presenti, vincoli, catasto, ...) che forniscono informazioni sugli edifici.

Leggiamo, ad esempio, nel caso del plesso di via Fabriano, che non è dotato di palestra né di mensa (ma questo non è vero), che è posto nelle vicinanze di sorgenti di radiazioni elettromagnetiche [quali?], che non è stato progettato né adeguato con la normativa tecnica antisismica, che l'impianto di riscaldamento è centralizzato a metano, che non dispone di pannelli solari, che i dati su origine ed età dell'edificio non sono congruenti, che lo stato di conservazione del corpo di fabbrica non è dei migliori (tutte le strutture necessitano di manutenzioni o rifacimenti ex-novo, ad esempio le scale e l'impianto di riscaldamento), che l'edificio è dotato di accorgimenti per ridurre i consumi energetici [quali?]. Ed altro ancora.

Per i dati relativi alle certificazioni degli edifici (il punto 15-condizioni di sicurezza?) occorrerà attendere, a seguito di accordo in conferenza unificata di intesa con Comuni e Province, il 31 gennaio 2016.
Entro questa data, inoltre, vi è l'impegno degli enti proprietari ad aggiornare i dati incompleti, ed aggiungiamo, errati.
Non ci è del tutto chiaro se, una volta a regime, i dati degli edifici saranno visibili alle famiglie su un'altra piattaforma dedicata, o continueranno ad essere fruibili sul portale "Scuole in chiaro".

Nel corso della conferenza stampa, il Ministro Giannini ha inoltre firmato due decreti:
- il primo assegna 40 milioni di euro per le indagini diagnostiche dei solai, strutturali e non strutturali, in circa 7.000 scuole;
- il secondo stanzia 300 milioni per la costruzione di scuole innovative. Le risorse verranno ripartite a livello regionale in modo che ciascuna Regione abbia almeno un edificio di nuova generazione.

DOCUMENTI:
- il comunicato stampa del Miur del 7 agosto 2015 [clicca qui]
- presentazione anagrafe edilizia SCOLASTICA illustrata nella conferenza stampa del 7 agosto 2015 [clicca qui]
- i principali dati regionali dell'anagrafe edilizia scolastica [clicca qui]
- i principali dati provinciali:
-- agibilità [clicca qui]
-- collaudo statico [clicca qui]
-- collegamenti scuola bus [clicca qui]
-- doc valutazione del rischio [clicca qui]
-- età di costruzione [clicca qui]
-- piano di emergenza [clicca qui]
-- riduzione consumi [clicca qui] 

Rassegna stampa:
- milano.repubblica.it del 30 agosto 2015 [clicca qui

1 luglio 2015

Edilizia scolastica: azione legale nei confronti del Miur da parte di Cittadinanzattiva

Come abbiamo già avuto modo di raccontarvi, il Ministero dell’Istruzione, dopo il rinvio della pubblicazione dei dati dell’Anagrafe Edilizia Scolastica prevista per il 22 aprile 2015 per il ritardo di sei Regioni che non avevano ancora inserito le informazioni di competenza nel sistema informativo, ne aveva promesso il completamento per il 30 Giugno 2015.

Il 1. Luglio 2015 dell’Anagrafe dell’Edilizia non vi è ancora traccia.

Il movimento di partecipazione civica Cittadinanzattiva ha appena depositato un ricorso per chiedere l’ottemperanza del MIUR rispetto a quanto gli imponeva la sentenza esecutiva del Tar del Lazio del 2014.

Con questa azione - spiega Adriana Bizzarri coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva - abbiamo chiesto al Giudice amministrativo di assegnare un termine di 30 giorni al Ministero dell’Istruzione e, in caso di ulteriore inadempimento, di nominare un commissario ad acta che provveda in via sostitutiva alla pubblicazione ai dati dell’Anagrafe dell’edilizia Scolastica ad oggi in possesso del MIUR”.



La raccolta di firme per sostenere la pubblicazione dei dati dell’Anagrafe dell’Edilizia Scolastica continua: firma anche tu [clicca qui].



Nostri post:
- Una petizione per l'Anagrafe Nazionale dell'Edilizia Scolastica [clicca qui
- L'Anagrafe scolastica: un appuntamento mancato [clicca qui]
- L'Anagrafe nazionale dell'edilizia scolastica: un miraggio [clicca qui]

22 maggio 2015

Una petizione per l'Anagrafe Nazionale dell'Edilizia Scolastica

Dopo 19 anni dalla istituzione dell’Anagrafe Nazionale dell’Edilizia Scolastica [clicca qui] lo scorso 22 aprile il Ministero dell’Istruzione ha fatto ancora una volta marcia indietro rimandando la pubblicazione dei dati in proprio possesso.
La motivazione? Il mancato invio al Miur dei dati da parte di 6 regioni (Lazio, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Sardegna).
Il Miur è obbligato a rendere pubblici i dati sullo stato degli edifici scolastici pubblici secondo quanto previsto dal TAR del Lazio (sentenza n.03014/2014) e dal Consiglio di Stato (Ordinanza 1 agosto 2014), grazie ai ricorsi dell’Associazione Cittadinanzattiva contro le mancate precedenti pubblicazioni [clicca qui].

Cittadinanzattiva ha deciso di lanciare una raccolta di firme per la pubblicazione dei dati dell’Anagrafe nazionale dell’Edilizia Scolastica entro e non oltre il 30 giugno 2015 che vi invitiamo a firmare [clicca qui]:

- perché è sempre più urgente che le famiglie e i singoli cittadini possano conoscere il reale stato di ogni scuola per sicurezza, qualità, accessibilità, eco sostenibilità, ecc. e regolarsi di conseguenza;
- perché è uno strumento indispensabile di programmazione degli interventi sulla base di criteri oggettivi e di urgenza e che anche per i prossimi investimenti non si possa prescindere da essa, pena il rischio di sprechi, di interventi secondari o inutili;
- perché, infine, dopo tante promesse e tanti rinvii non crediamo più che si voglia davvero far venire alla luce questi dati ed ancor meno che lo si voglia e possa fare entro il mese di giugno.

Lettera a
Ministro Stefania Giannini
Sottosegretario di Stato Davide Faraone
Basta rinvii! Vogliamo l’anagrafe dell’edilizia scolastica entro giugno 2015 per una scuola sicura!

19 maggio 2015

L'Anagrafe scolastica: un appuntamento mancato

Torniamo sul tema dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica riportando il commento di Legambiente dalla newsletter Scuola News (n. 93 – aprile 2015). 
Leggi anche il nostro post dell'11 maggio 2015: [clicca qui

2. Anagrafe scolastica: un appuntamento mancato
Il 22 aprile scorso non è stata presentata la tanto attesa, e a lungo annunciata, Anagrafe dell’edilizia scolastica. Ci chiediamo come il ministro Giannini giustifichi questa mancata presentazione e come sia possibile che in tutti questi anni non si sia riusciti a completarla. Sembra che la motivazione sia da ricondurre alla mancanza, ancora, dei dati provenienti da alcune regione: ma perché allora non presentare almeno i dati delle regioni disponibili per poter iniziare a lavorare? Questo rinvio suona come una beffa. E' ridicolo giocare a fare gli annunci su un tema tanto importante. Questo governo ci aveva fatto ben sperare per la convinzione con cui aveva inizialmente affrontato il problema, eppure nulla è accaduto. E sempre per gli stessi motivi: mancanza di programmazione e trasparenza nella finalizzazione delle risorse. Per questo andrebbe stralciata nel DDL 2994 su La buona scuola, in discussione in Parlamento, la partita dell'edilizia scolastica, che invece sarebbe più veloce ed efficace affrontare con un decreto specifico del governo, vista l'urgenza con la quale è necessario intervenire. Tanto più che basterebbe far funzionare la legge sull'edilizia scolastica (23/96), che ben definisce criteri e metodologia per un'adeguata governance di questo settore, anagrafe scolastica compresa.
(da LEGAMBIENTE SCUOLA NEWS, N° 93 – aprile 2015, La newsletter dell’associazione professionale Legambiente Scuola e Formazione)

11 maggio 2015

L'Anagrafe nazionale dell'edilizia scolastica: un miraggio

Nel corso della visita alla scuola elementare Pessina di Ostuni [clicca qui], seguita al crollo di un pezzo di solaio all'interno di una classe dove i bambini stavano facendo lezione, il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, ha annunciato per il 22 aprile 2015 il varo dell’anagrafe dell’edilizia scolastica attesa da 19 anni.
Lo stesso sottosegretario in quell’occasione ha detto che la situazione delle scuole nel paese è “assolutamente drammatica” e che “i cittadini devono sapere dove portano i loro bambini, gli insegnanti devono sapere in che scuole entrano”. E che ciò è possibile con l’Anagrafe dell’edilizia scolastica.
Ma cos’è l’Anagrafe dell’edilizia scolastica?
L’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica, prevista e  finanziata dall’articolo 7 della legge n. 23 dell’11 gennaio 1996, Presidente del Consiglio Lanfranco Dini, è uno strumento di indirizzo, pianificazione e controllo del patrimonio edilizio scolastico. L’Anagrafe consente di accertare la consistenza, la situazione e la funzionalità del patrimonio edilizio scolastico. L’attività di censimento dei dati relativi al patrimonio edilizio scolastico, in genere di proprietà dei Comuni e delle Provincie, è di competenza delle Regioni.
Le amministrazioni competenti devono inserire e tenere aggiornati i dati sugli edifici scolastici e quindi monitorare lo stato degli stessi, la manutenzione necessaria e le migliorie apportate. E’ così possibile effettuare una programmazione degli interventi fondata su elementi di valutazione certi.
L’archivio raccoglie nel dettaglio le informazioni degli edifici scolastici come, ad esempio, lo stato delle strutture, la presenza dei certificati di agibilità, l’indice di vulnerabilità sismica degli edifici, la tipologia di riscaldamento, la presenza di barriere architettoniche, il numero di piani, ecc … .
Ma a distanza di quasi vent’anni dall’approvazione della legge n. 23, dell’anagrafe dell’edilizia scolastica italiana non abbiamo traccia.
Quali le conseguenze per i cittadini? In sostanza l’amministrazione centrale non è in grado di dire quanti e quali edifici siano nella disponibilità delle istituzioni scolastiche pubbliche, se le scuole abbiano o meno i certificati di agibilità in regola, quale sia l’indice di vulnerabilità sismica e comunicare questi dati alle famiglie.
Secondo i dati di CittadinanzAttiva e di Legambiente, i cui rapporti pubblichiamo puntualmente nel nostro blog ogni anno, oltre il 70% degli edifici scolastici ha lesioni strutturali e in un caso su tre non vengono effettuati interventi, il 40,7% degli edifici scolastici è stato costruito tra il 1941 e il 1974, poco più del 60% delle scuole è stato costruito prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica del 1974.
Occorre attendere l’Accordo [clicca qui] tra Governo, Regioni ed Enti locali sul Sistema nazionale delle anagrafi dell’edilizia scolastica, sottoscritto il 6 febbraio 2014, per dare un nuovo impulso al sistema dell’anagrafe sull'edilizia scolastica (sono trascorsi 18 anni dall’approvazione della legge n. 23). Il 27 novembre 2014 viene sottoscritto un ulteriore accordo per la definizione dei tracciati dei dati [clicca qui].
Il Sistema nazionale dell’anagrafe dell’edilizia scolastica prevede due componenti che devono essere in continuo rapporto fra loro per lo scambio di dati:
- una componente centrale (Snaes), situata presso il Miur, che garantisce al Ministero le conoscenze necessarie all’adempimento della sua missione istituzionale di indirizzo, pianificazione e controllo;
- una componente distribuita in nodi regionali (Ares) che assicura la programmazione, a livello regionale, del patrimonio edilizio e la gestione del medesimo  su base provinciale e comunale e di singola unità scolastica.
Questo meccanismo dovrebbe consentire la condivisione e lo scambio di informazioni aggiornate sulla situazione degli edifici scolastici, di individuare pertanto le priorità di intervento e conseguentemente una migliore ripartizione delle risorse sulla base delle effettive criticità del territorio.
Al 1. Luglio 2014 erano pronti per il trasferimento di informazioni i “nodi” di Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Lombardia, Puglia e Veneto. Entro il 1 dicembre 2014 tutte le Regioni avrebbero dovuto restituire al nodo centrale la fotografia aggiornata della propria edilizia scolastica.
Ma, ahinoi, alcune regioni il 22 aprile non erano pronte (Lazio, Campania, Sicilia, Sardegna, Basilicata e Molise) e l’Anagrafe è slittata “a data da destinarsi”.

Abbiamo ricercato sul web documentazione di sintesi sullo stato degli edifici scolastici. Dal sito “Gestione Edifici Scolastici e Anagrafe Edilizia Scolastica” della Regione Liguria abbiamo recuperato il documento “Edilizia Scolastica: consistenza, distribuzione e qualità in Liguria” [clicca qui] datato 3 marzo 2015.
Apprendiamo che in Liguria ci sono 869 edifici che ospitano istituzioni scolastiche pubbliche, 750 dei quali di proprietà dei Comuni (il 86,31%). La popolazione scolastica ammonta a poco più di 174 mila studenti (a.s. 2014/2015).
L’anno di costruzione degli edifici risale per il 4,26% a prima del 1800, l’8,29% al periodo tra il 1800 e il 1899, il 19,68% è stato costruito tra il 1900 e il 1945 (in totale dunque un terzo circa degli edifici è stato edificato prima della seconda guerra mondiale).
Interessanti le percentuali di presenza delle certificazioni (per l’elenco completo consulta il documento da pag. 11 a pag. 14)
- agibilità/abitabilità: 36,82%
- collaudo statico (l. 46/1990): 55,12%
- certificato antincendio (l. 46/1990): 23,71%
Nella maggior parte dei casi dunque il certificato è assente o non è stata fornita indicazione in merito.
L’amianto risulta presente nel 36,2% degli edifici in tipologie di strutture non chiaramente indicate (la voce percentualmente più elevata – 75,87% - indica una categoria generica – cfr. pag. 17).
Le scale a norma sono presenti nel 40% degli edifici, gli ascensori per il trasporto dei disabili nel 33%.
Un quadro che, nel complesso, appare poco edificante.